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26-04-09 GIORNATA GIOVANI AC ad Appignano: la testimonianza di Daniele

13:48 in giovani by lindo

Domenica 26 Aprile 2009 i giovani tra i 19 e 23 anni dell’AC diocesana si sono ritrovati ad Appignano per una giornata assieme, il giovane seminarista Daniele  (che presta il suo servizio nella parrocchia di Stella) ci ha mandato un suo contributo sulla giornata,lo riportiamo di seguito:


E’ BELLO VIVERE COSI’!

Dare senso all’esperienza.

È bello vivere così! Questa è l’espressione che, secondo me, riesce a rendere meglio la giornata trascorsa ad Appignano. Poche parole, ricche di senso, se riescono a dare ragione di una esperienza vera. E’ quello che vorrei fare. L’espressione usata, infatti, intende rivelare l’intensità e il valore dell’evento, al di là dei volti, delle parole, dei fatti specifici. Descrivere la bellezza del vissuto significa, allo stesso tempo, dire anche qualcosa di più profondo, di meno evidente, ma comunque reale, cioè il vivere la bellezza. Solo così si vive veramente. Vivere la bellezza non è niente altro che aderire a ciò che ci affascina, seguire ciò per cui siamo fatti. Ora, occorre chiarire il concetto di bellezza per non cadere nell’equivoco. Che cosa è bello? Che cosa è la bellezza? Ci siamo mai posti questa domanda? Forse la risposta più immediata che ci salta in mente è quella del famoso detto popolare: “E’ bello ciò che piace”. Ma è proprio così! Se così fosse, sarebbe lecito per ognuno avere una propria idea di bellezza, si cadrebbe in un facile relativismo. Ma bello non è forse tutto ciò che ci stupisce, che ci meraviglia, tutto ciò che ci rimanda a qualcos’altro o meglio a qualcun Altro? Non è forse bello tutto ciò che ci fa sorgere delle domande, che ci permette di guardare alla nostra esigenza di felicità? E se vi dicessi che bello non è qualcosa, ma è una persona? Sì, è bello tutto ciò che ci parla di Dio, tutto quello che ci riporta a Lui. Bello per eccellenza non è forse Colui che solo può colmare la nostra sete di bellezza?

Libro della Sapienza 13,1-5

1 Davvero vani per natura tutti gli uomini

che vivevano nell’ignoranza di Dio.

e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è,

né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice.

2 Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce,

la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo

essi considerarono come dei, reggitori del mondo.

3 Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dei,

pensino quanto è superiore il loro Signore,

perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.

4 Se sono colpiti da stupore per la loro potenza e energia,

pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.

5 Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature

per analogia si contempla il loro autore.

Ma manca ancora qualcosa. Non basta riconoscere la bellezza, occorre vivere la bellezza, vivere di bellezza. È l’esperienza che facciamo ogni volta che Dio anima la nostra vita, è l’esperienza di chi cerca il Signore, di chi vuole stare con lui. È l’esperienza di chi ama. Aderire alla bellezza non è niente altro che seguire Cristo, lasciarsi attrarre dalla sua presenza, lasciarsi coinvolgere dalla sua chiamata. Diventano allora belli tutti i volti, tutte le parole, tutti i fatti. Non è stata forse questa l’esperienza di tutti quelli che hanno risposto all’invito a partecipare alla giornata AC? Credo di sì. È stata l’esperienza dei discepoli che attratti dalla sua proposta: “Venite e vedrete”, “andarono e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio” o meglio era domenica 26 aprile ad Appignano.

DANIELE DE ANGELIS

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test post Blogdesk

14:11 in giovani by lindo

prova

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testo di prova colorato

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01:40 in giovani by lindo

post di prova

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Occhi su di te!

15:46 in Senza categoria by lindo


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8 Dicembre: giornata dell’adesione AC

12:35 in Senza categoria by lindo

8 Dicembre: ci siamo!
Nelle parrocchie e in diocesi si fanno gli ultimi preparativi, mancano poche ore e potrete avere in tasca la tessera AC 2009.

Attenzione pero’: non pensate che una volta messa la tessera AC nel portafogli, sia tutto concluso; la tessera è il punto di partenza, per dire: “Io ci sto! In questa storia entro anch’io!”.

La tua tessera è proprio il tassello che completa il puzzle della vita associativa. La nostra personale e libera adesione è proprio ciò che ci vuole, ora, per rendere l’AC un’esperienza bella, importante e significativa per noi e per le nostre comunità.

Quest’anno vogliamo colorare insieme la Chiesa e le nostre Città: vogliamo comunicare la nostra passione, la nostra vitalità, il nostro desiderio di camminare sostenendoci l’un l’altro. E tu? Vuoi esserne parte?

Raccontaci allora la tua Adesione, con un tuo pensiero o se preferisci con una foto (che puoi inserire nel foto album Adesione 2009 ) delle iniziative realizzate dal tuo gruppo AC parrocchiale per la festa dell’ 8 Dicembre

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AC e Bene Comune

12:35 in giovani by lindo

L’AC di Ascoli Piceno VI INVITA a trasformare in reale VITA la promozione del Bene Comune con alcune proposte di attività associativa e non a cui aderire:
come singolo socio per rispondere ad una vocazione personale dettata da un talento, carisma, dono o semplice interesse;
come associazione parrocchiale a sposare un progetto per il BENE COMUNE quale scatto di generosità a cui l’associazione è chiamata.

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L’ ACR saluta il Santo Padre

23:12 in giovanissimi, Senza categoria by lindo

Gli auguri dei ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana a Sua Santità Benedetto XVI

Beatissimo Padre,

come ogni anno, noi bambini e ragazzi dell’ACR stiamo vivendo l’esperienza unica e speciale di fare festa con Te e ti vogliamo ringraziare per l’incredibile opportunità che da moltissimi anni ci viene donata. Grazie anche per il grande affetto che dimostri per ciascuno di noi e per la tenerezza con cui ogni anno ci accogli.

Siamo qui per farti gli auguri da parte di tutta l’Azione Cattolica: tutti i nostri soci hanno affidato a noi, bambini e ragazzi, questo compito straordinario ed importante. Accoglici come sempre perdonando la nostra emozione e l’allegra confusione che ti dice tutta la nostra gioia di essere qui davanti a Te.

Ti ringraziamo per la generosità e l’amore con cui guidi tutta la Chiesa e per tutte le volte in cui ci ricordi che è bello seguire il Signore e conoscerlo pienamente.

Quest’anno il cammino dell’ACR ci invita a metterci alla sequela di Gesù, seguendo il desiderio che tutti noi abbiamo di Dio e sapendo che sarà sempre al nostro fianco. Lo slogan che dà titolo al percorso associativo di quest’anno è: “…mi basti Tu!”. Sappiamo che seguire Gesù significa lasciarsi amare da Lui, che sa quali sono i desideri di bene per la nostra vita, anche se alcune volta il cammino può sembrarci difficile e pieno di ostacoli.

Anche se siamo piccoli, sappiamo quanto sia grande l’amore di Dio per ciascuno di noi e sappiamo anche che ogni giorno della nostra vita ci chiede, come ha fatto con i discepoli: “E voi chi dite che io sia?”; per questo vogliamo essere pronti a rispondere che stare dietro a Lui e amarlo è la cosa più importante.

Come ogni anno, inoltre, il mese di gennaio che si avvicina sarà per tutti noi, bambini e ragazzi, il “Mese della Pace”: quest’anno abbiamo deciso di collaborare con il mondo del commercio equo e solidale, per realizzare una spesa di pace e solidarietà, aiutando alcuni progetti in Paraguay e Bangladesh, perché, come ci hai ricordato anche tu, proprio qualche giorno fa, dobbiamo essere pronti ad «allargare il cuore verso le necessità dei più poveri e a fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso».

Ti chiediamo di benedire questi nostri propositi e di accompagnarci con il Tuo sorriso, la Tua benedizione ed il Tuo affetto.

Padre santo, noi, bambini e ragazzi della “Tua” ACR ti abbracciamo e ti auguriamo con forza: “Buon Natale, Benedetto !!!”.

Avvenire del 21 dicembre 2008
Osservatore Romano del 21 dicembre 2008

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Natale.il dovere di sperare

16:13 in Approfondimenti by lindo

Mentre contempliamo il bambino Gesù, sconcertante segno dell’amore di Dio per noi, non possiamo non pensare alle ferite del mondo. Sul Natale 2008 si staglia, in particolare, l’ombra dell’ulteriore impoverimento delle aree più misere del mondo, l’attanagliante crisi economica, e, per stare alla nostra Italia, i pesanti riverberi della crisi su tante famiglie, la “questione morale” che interroga il sistema politico, le difficoltà di un dibattito adeguato alla portata delle questioni relative alla vita e alla morte.

Sentiamo forte, in questo frangente storico, la difficoltà di sperare. Eppure siamo consapevoli che ne abbiamo il dovere.

Abbiamo il dovere di sperare perché la speranza è l’unica forza in grado di alimentare un agire positivo. Abbiamo il dovere di sperare perché la speranza è la sola forza che restituisce all’uomo la capacità di immaginare scenari migliori. Di fronte alle ferite del mondo non possiamo non sperare: è in gioco la qualità stessa della convivenza umana.

Che il nostro Natale sia allora il punto di avvio di tanti ordinari esercizi di speranza. Questo vuol dire per l’Ac rafforzare l’impegno costante per la formazione delle coscienze, il contributo alla costruzione di un diverso e più profondo senso della comunità e del Paese, e, ora più che mai, una tensione forte per la formazione di “una nuova generazione di laici impegnati in grado di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica” (cfr discorso di Benedetto XVI a Cagliari).

Guardando al nostro Paese avvertiamo con forza l’urgenza di voltare pagina, promuovendo una nuova mentalità e nuovi stili di vita. La “questione morale”, ovvero quell’intreccio tra politica, affari e malavita che erode la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, oggi particolarmente evidente per lo sviluppo di diverse inchieste giudiziarie, è in realtà questione ben più ampia, è la questione di tradimento del bene comune. Non possiamo più stare a guardare, né continuare a lamentarci: dobbiamo riattivare i canali della partecipazione e del controllo politico dal basso, facendo leva su quel senso di giustizia che ogni uomo e donna, adulto, giovane e ragazzo, porta naturalmente con sé.

L’Azione Cattolica ad ogni livello deve assumere consapevolezza che la formazione al bene comune è profezia, forma esigente ed essenziale di annuncio del Vangelo per gli uomini e le donne di questo nostro tempo, annuncio di speranza.

In questi mesi in cui ho avuto modo di visitare tante delle nostre associazioni diocesane ho incontrato spesso nei volti dei responsabili, soci e simpatizzanti di Ac, nel loro servizio generoso a favore dei fratelli, quei motivi di speranza che alimentano la mia vita personale, familiare, professionale, associativa.

Auguro a ciascuno di voi un Natale in cui guardando il vostro prossimo, possiate scoprire nel suo volto i segni della presenza di Dio nella nostra storia.

Franco Miano (presidente nazionale AC)

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Ritiro diocesano giovanissimi di AC

15:32 in giovanissimi by lindo

Grande successo per la due giorni diocesana di spiritualità rivolta ai giovanissimi di AC: Fammi vivo!

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Natale 2008

15:22 in giovani by lindo

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

don Tonino Bello

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